Aminta by Torquato Tasso; M. Corradini (ed.)

By Torquato Tasso; M. Corradini (ed.)

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Best dramas & plays books

Frogs

"Frogs is by means of universal consent one of many most interesting achievements of Aristophanes (456 BC to 386 BC), the best author of comedian drama in classical Athens and between most famed writers of dramatic comedy in our Western culture. The play used to be first played at a pageant of Dionysus in Athens in 405 BC, at a time whilst the disastrous Peloponnesian struggle among Athens and Sparta was once nearing its finish.

Bluebird Winter

Immediately Kathleen drew herself up. there has been not anything to achieve via letting herself panic. She had toclear her brain and focus on not anything yet using, simply because her baby's existence trusted it. Thebaby used to be all she had left. every little thing else was once long gone: her mom and dad; her marriage; her self-confidence;her religion and belief in humans.

Shaw and Joyce: the last word in stolentelling

"May ship a few Joyceans into catatonic denial. . . . Black's unique demonstration of Shaw's presence in Joyce's paintings is so overwhelming that you can still in basic terms ask yourself on the selection of Joyceans to disregard all of it those years.  Her clarification of Joyce's have to maintain his discipleship mystery, partially out of ambivalence yet typically simply because he believed the artist needs to 'father' himself (another concept he stole from Shaw), is completely convincing.

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Merito delle ricerche storiche del Carducci avere rivolto per la prima volta un’approfondita attenzione agli antecedenti ferraresi ed estensi dell’Aminta, così come va riconosciuto a Bruno Maier di avere individuato, molti anni più tardi, diversi casi di intertestualità riversandoli nel proprio commento all’opera tassiana. Non v’è dubbio che questa condivida con le favole ora ricordate non soltanto l’ambientazione boschiva e la caratterizzazione esteriore dei personaggi, ma le linee fondamentali dell’intreccio (l’amore non ricambiato che porta il protagonista vicino al suicidio, prima di trovare un esito felice) e alcune precise situazioni topiche, puntualmente rilevate da Bruscagli 1985.

Solo la scoperta del “Tu”, nella terminologia di Buber, permette l’approdo alla reciprocità amorosa autentica, che è l’esito della vicenda messa in scena nell’Aminta. È una parabola di probabile matrice petrarchesca, perché il passaggio da uno stadio all’altro avviene in presenza dell’elemento mors, che funge da catalizzatore, tematica presente sia nei Rerum vulgarium fragmenta che nei Triumphi. Per giungere finalmente alla corrispondenza Silvia e Aminta devono passare attraverso la possibilità dell’annullamento di sé (et in Arcadia ego, si sarebbe tentati di chiosare, dimenticando per un attimo che il mondo dei due giovani non è uno spazio franco, separato dal tempo e dalla storia), così come accade ai personaggi che vivono gli amori del poema: Sofronia e Olindo, Armida e Rinaldo, e anche Clorinda e Tancredi, pur se in quest’ultimo caso la reciprocità è raggiungibile soltanto post mortem.

Guglielminetti (Teatro 1983, p. XX) ritiene che dalla tragedia speroniana Tasso accolga un altro suggerimento, ovvero l’idea di non fare mai incontrare sulla scena i due protagonisti, maschile e femminile: scelta che, insieme alla sostanziale mancanza di azione della pastorale, in cui quasi tutti i fatti significativi accadono fuori dalla vista del pubblico e vengono semplicemente raccontati, ha spesso indotto i lettori a giudicare ridotta o inesistente la valenza drammatica dell’Aminta, tanto più se paragonata con la ben maggiore spettacolarità del Pastor fido.

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